Non sono tua madre!

In Italia, quando diventi madre, tutta una serie di illustri sconosciuti inizia a chiamarti “Mamma”.

Tutto inizia con le ostetriche o le infermiere pediatriche del reparto maternità, subito dopo il parto.

“Mamma ha urinato?”

“Mamma le faccio vedere come si attacca il bambino al seno?”

“Mamma prendiamo un attimo il bimbo e lo portiamo dal pediatra.”

“Oggi tornate a casa, mamma”.

Ti danno del lei, non ti conoscono, stanno lavorando ma tu ormai sei solo quello: “mamma”.

Questa cosa continua negli anni, ad esempio alle visite pediatriche successive e a scuola. Sì, perché ci sono delle precise categorie professionali che ti chiamano “Mamma” e lavorano tutte in ambito medico o scolastico: infermiere e ostetriche le abbiamo già viste ma anche pediatri, maestre del nido e della materna, bidelle e altre collaboratrici scolastiche.

Come si fa ad avere un rapporto formale con qualcuno e chiamarla “Mamma”? Possibile che non ci renda conto del controsenso?

E’ come se il fatto di esserti riprodotta prendesse il sopravvento su tutto il tuo essere, ora sei “Mamma” e niente altro più. Io ho tre figli e ultimamente la mia soglia di sopportazione su questo argomento è proprio arrivata al limite. Confesso che recentemente all’ennesimo “Buongiorno Mamma!” da parte della bidella della scuola materna di mia figlia, stavo per sbottare e urlarle “Non suono tua madre porca miseria!!!”.

Sono riuscita a trattenermi e, con un sorrisetto forzato, le ho risposto “Sono la mamma di Alice”. Avrà capito il messaggio implicito? Non credo.

Sono convinta che sia un’espressione pronunciata in assoluta buona fede. Tuttavia, il significato è profondo e riflette le ataviche e insuperabili problematiche che girano intorno alla maternità nel nostro paese. Un paese dove molte “mamme” devono rinunciare al lavoro, dove la maternità non viene riconosciuta come contributo e crescita alla società tutta, dove se sei “mamma” riesci difficilmente ad essere altro.

Infatti prima di diventare “mamme” le donne ci pensano bene in Italia. Siamo il paese in cui le donne hanno il primo figlio dopo i 30, dove il tasso di natalità è in caduta libera, dove prima di avere un figlio devi realizzarti professionalmente, perché quando diventi “mamma” rischi di essere solo quello. Siamo il Paese dei figli unici. Siamo il Paese in cui la pandemia ha penalizzato in primis le mamme tra DAD, disoccupazione e carenza di aiuti mirati.

E così quando partorisci agli occhi di molti diventi “mamma” e basta. Non importa se sei dottoressa, avvocata, direttrice. Non sei neanche “signora”.

Sei la mamma totale.

4 pensieri riguardo “Non sono tua madre!

  1. Questa affermazione e questo articolo non ha davvero senso. Al supermercato o dal dentista non ci chiamano mamma lo fanno a scuola o in ospedale perche siamo li per ns figlio.non signifca niente questo articolo chiamarci cosi richiama empatia ed intimità

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  2. Io non ho figli e, per tutta una serie di motivazioni che sarebbe troppo lungo spiegare, non li avrò. Però ti capisco.
    Quando mi chiedono: “Allora? Alla tua età, sarebbe ora di diventare mamma”. A mi verrebbe da rispondere: “Tu, alla tua età, sarebbe ora che imparassi a farti gli affari tuoi”.
    Finiamo sempre dentro delle caselle, che siamo madri o non lo siamo…

    "Mi piace"

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