La mia esperienza come volontaria di Croce Rossa Italiana

Oggi ho avuto la fortuna di essere intervistata dalla mitica Eva Milella nel programma radiofonico “The pink side of the mum” in onda su RID 96.8 FM su come concilio l’essere mamma di tre figli con la mia attività di volontariato in Croce Rossa. Vi riassumo cosa ho raccontato, premesso che non sono una portavoce ufficiale di Croce Rossa Italiana ma parlo unicamente della mia esperienza a titolo personale.

ECCO L’AUDIO DELLA MIA INTERVISTA

Sono entrata in CRI nel 2014 per due motivi che in realtà sono parte di uno stesso motivo forse. In quel periodo ero un po’ giù, e in uno stato d’animo negativo. Avevo un bambino di 3 anni e un altro di 5, lavoravo e basta. Mi lamentavo sempre, Roma, lo sappiamo, è una città complicata specie si hanno figli piccoli. Ma io mi lamentavo di tutto, dicevo cose tipo “qui ognuno pensa solo sé stesso”. E poi un giorno mi sono detta “Ma tu invece cosa fai per cambiare le cose? Cosa succede là fuori?” Il secondo motivo è forse un po’ banale, ma è un concetto nel quale credo molto: i nostri figli non imparano dalle prediche, dalle semplici parole. Io stessa, se penso ai principi che mi hanno insegnato i miei genitori, ricordo soprattutto il modo in cui si sono comportati in alcune occasioni e non ciò che mi dicevano.

Croce Rossa è un’associazione che investe molto nella formazione dei propri volontari e in un corso di psicologia, la docente ci disse in modo semi-ironico: “il volontariato è la forma di altruismo più egoista che ci sia”. Sì, perché il volontariato ci fa stare bene, si esce dal servizio completamente rigenerati. Ci consente di uscire dall’ambiente, dalla nostra “comfort zone”. Noi genitori tendiamo a frequentare altri genitori come noi del nostro ambiente. Avere a che fare con ragazzi o con persone completamente diverse da noi è molto importante per capire i nostri figli perché spesso abbiamo dei preconcetti nei confronti dei giovani. Si crea quindi un rapporto unico con gli altri volontari che diventano una seconda famiglia.

Per quanto riguarda conciliare questo impegno con la vita familiare, posso dire che è alla portata di tutti, possiamo dedicare una mezza giornata al mese nei momenti in cui non abbiamo proprio tempo o anche lavorando da casa, dando supporto in attività di back office, come garantire una presenza settimanale o anche più.

Quando erano ancora piccoli i miei figli erano soprattutto attratti dal rosso dell’uniforme e quando venivano a prendermi alla fine di qualche servizio con mio marito erano coccolati dagli altri volontari che magari gli facevano vedere l’ambulanza o le tende pneumatiche. Ora che sono cresciuti capiscono meglio il valore delle attività nelle quali siamo impegnati, specialmente nell’ambito sociale del quale mi occupo al punto che mio figlio maggiore mi ha detto che anche lui vuole diventare volontario appena sarà possibile, quando avrà 14 anni. Questo è il mio più grande successo.

Inoltre Importantissimo per noi genitori, ma in realtà per tutti: CRI ci offre garantisce una formazione in manovre salvavita ma anche la possibilità di formarci in ambiti che non sapevamo essere nelle nostre corde come: diritto internazionale umanitario, ambulanza, emergenza, cucina, soccorso cinofilo, e molto altro ancora.

Insomma entrare in Croce Rossa è stata per me sicuramente una delle migliori decisioni che abbia preso un vita mia e non posso che consigliarlo a tutti.

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